COLLARE PER CAPRETTA

Finalmente ho finito il collare per la capretta.

All’incirca cinque anni fa, alla fiera di San Martino nella valle di Viù in provincia di Torino, ho incontrato un venditore di collari per capre e mucche. I collari di sua produzione non erano intagliati, lui li produceva lavorando e piegando il legno ma non era né uno scultore e tanto meno un’intagliatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come succede spesso, dopo l’iniziale entusiasmo, ci si lascia prendere da altri nuovi progetti e quelli vecchi si lasciano in attesa…a volte un pò per troppo tempo. Ed è quello che è successo al mio collare. Quando l’ho acquistato, nella mia ignoranza ed inesperienza, non ho chiesto di che tipo di legno fosse. Potevo scegliere tra essenze diverse ma non sapendo ho acquistato il collare in bagolaro. Questo tipo di legno è flessibile e resistente ma durissimo da incidere con il coltellino. Non vi dico che bolle e calli mi sono fatta venire alle dita.

Questa è la causa che mi ha portato ad abbandonarlo alla sua mercé. Fino a che la quarantena  da Coronavirus,  a cui peraltro siamo tutti obbligati, non me lo ha fatto ritornare alla mente. In questi giorni mi sono impegnata a finire tutti i lavori incompiuti chiusi in laboratorio.

 

 

 

 

 

 

Arriva poi, una bellissima fotografia che ritrae due capretti gemelli nati a Yambol in Bulgaria nello stesso giorno del mio compleanno. Alla mia cara amica Angelica viene in mente di chiedermi di dargli un nome. Ed ecco mi ritrovo madrina di due capretti, Camilla (da piemontese ho pensato in onore di Camillo Benso di Cavour) e Barbarossa ( come Federico Barbarossa imperatore del Sacro Romano Impero).

 

 

 

Il lavoro non  è venuto perfetto. Nonostante l’impegno il legno così duro, non mi ha permesso la facile esecuzione ma esteticamente non mi dispiace. Per rifinire il mio collare ho dato due  mani di impregnante tinta noce. Ora  manca solo più il campanaccio. Aimè dovrò aspettare la fine di questo periodo tragico. Ma come è giusto, penso e dico: “Andrà tutto bene”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando si dice che “il mondo è piccolo” ….quasi due anni dopo l’acquisto, scoprii che il venditore del collare era il figlio del mio secondo maestro di scultura della scuola di Bussoleno in Val di Susa.

Il micio della fotografia è il mio No Name, gatto bulgaro intraprendente, che quando ha fame non si fa fermare da nessun ostacolo.

Dedico il collare alla mia amica Angelica e ai suoi magnifici capretti che spero di rivedere, dal vivo,  in tempi non così lontani.

 

 

 

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Un commento su “COLLARE PER CAPRETTA

  1. Angelica il said:

    Tesoro grazie di cuore….mi fai venire la pelle d’oca… è bellissimo come tutti i tuoi lavori…Camilla e Barbarossa ti aspetteranno, tranquilla, e spero che non debba passare troppo tempo! Un abbraccio grande e forte come non si può in questi tempi strani! Angelica

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